EVENTI MARZO Fino al 12 aprile – San Nicolao Arte Contemporanea | Museo Giancarlo Vitali Mostra “Elegia per un ghiacciaio” di Marco Cordero Fino al 20 marzo – Vetrine di edifici pubblici e negozi bellanesi Avanti la Stella – Momenti di Pesa Installazione en plein air di Carlo Borlenghi dedicata alla Pesa Vegia […]
PERCORSO ACCOMPAGNATO BAC BELLANO ARTE CULTURA Sabato 28 marzo ore 15:30 Ritrovo: San Nicolao Arte Contemporanea Percorso accompagnato dai Custodi del Patrimonio di Bellano nei siti dell'itinerario BAC Bellano Arte Cultura: Orrido di Bellano, San Nicolao Arte Contemporanea, Museo Giancarlo Vitali, Chiesa di Santa Marta, Chiesa dei Santi Nazaro e Celso Prenotazione obbligatoria a custodipatrimoniobellano@gmail.com [...]
Continua a leggere...IL BELLO DELL’ORRIDO CON VALENTINA TAMBORRA “Sfida tra i ghiacci. Come cambia l’Artico” Sabato 28 marzo con Valentina Tamborra: fotografa e giornalista, costruisce da anni progetti di reportage che uniscono immagine e narrazione, dando voce a comunità marginali e territori estremi. Durante l’incontro “Sfida tra i ghiacci. Come cambia l’Artico” racconterà la sua esperienza di viaggiatrice in quelle [...]
Continua a leggere...Paese grosso, importante, popoloso, denso di traffici. Negozi da perderci il conto, osterie pure. Un porto che, gli avevano raccontato, non avrebbe sfigurato sulle rive di qualche mare e che era un andirivieni continuo di comballi che andavano su da Como o di barcarozzi che venivano giù dall’alto lago scaricando merci che poi da lì partivano alla volta delle valli che stavano alle spalle del paese. C’era tutto. Una pretura, dalla quale era meglio stare alla larga, e un ospedale che avrebbe servito la popolazione di mezzo lago e dei paesi di montagna.
Alberghi di lusso, in uno dei quali gli avevano raccontato che avesse dormito Garibaldi, e locande anche per il popolino. E non era mica finita lì, perché oltre a tutto quel movimento, c’era anche un santuario sulla montagna, dedicato alla Madonna che aveva pianto lacrime di sangue ai tempi di Carlo Codega, che richiamava frotte di pellegrini anche dai Grigioni. Insomma, un posto vivace dove la moneta circolava e la gente però non aveva in testa il solo lavoro.
Forse che non c’erano anche due filodrammatiche?
Un teatro dove passavano le compagnie di giro di mezza Lombardia?
E delle osterie, l’aveva detto che erano ben diciassette, se era chiaro quello che voleva intendere?
Una bocciofila.
Un campo di calcio.
Un circolo vela affiliato a quello di Como. Vita, insomma.